Bugiardocrazia

La verità è un ingombro. E’ proprio un limite pesante e impertinente che rimane lì, inflessibile, ogni volta che diciamo la nostra, come un antipatico “bastian contrario”. Insomma, ogni volta che affermiamo qualcosa è sempre pronta a contraddirci o a pretendere precisazioni. La verità è proprio una gran rottura di scatole. E mai come adesso, inopportuna, inutile e ingombrante… roba da “gufi”!

Per esempio, se affermi di avere un titolo di studio, per esempio una laurea, lei, la verità, pretende che tu ce l’abbia davvero, che abbia frequentato l’università, con quelle lezioni noiose e che abbia persino superato quegli esami fastidiosi dove professori supponenti fanno domande su questioni inutili. Quando riveli, deciso, che credi fermamente in una riforma, ti impegni a difenderla e ti dimetterai se dovesse essere cassata o quando, in un’assemblea di partito, chiedi la fiducia promettendo che sosterrai il governo attuale fino alla prossima scadenza, non ti è permesso di avere un ripensamento, come se si trattasse di un impegno da rispettare, insomma: un peso!

Questa “verità” è sempre lì, antipatica come una vecchia maestrina petulante che ti rinfaccia se ti contraddici o se hai cambiato opinione. E’ proprio una vera invadenza nella sfera privata e un attentato alla propria libertà. Dobbiamo rendere conto se abbiamo frequentato quell’imprenditore che ha vinto l’appalto più importante del mercato o se facciamo sconti ai titolari delle slot machine o se finanziamo con soldi pubblici banche di parenti o amici.

Diciamocelo: non c’è affatto bisogno di verità! A che cosa serve? Serve solo a bloccare tutto e dare giudizi.

Ebbene, queste affermazioni che sembrano un paradosso, ormai hanno piena cittadinanza in ogni ambiente. Siamo circondati da menzogne, in ogni campo, politico, giudiziario, istituzionale,  Sono così diffuse che non le ricordiamo più. E non le riconosciamo più.

Fernando Pessoa, in una sua celebra lirica, riferendosi al “poeta”, definendolo un “fingitore” recitava che “finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente”. E’ proprio così la menzogna, diventa catarsi e cancella tutto. Anzi, lo rende bianco e splendente come dopo il candeggio. Ma per essere utilizzata deve essere sbandierata con determinazione, senza pudore per difenderla dalle incursioni di chi pretende la verità.

Il meccanismo funziona maglio se si individuano dei nemici, magari immaginando attacchi personali o alla famiglia. E soprattutto, la menzogna deve essere elevata a “verità di partito”: tutti i militanti, gli accoliti, i seguaci, i gannizzeri e gli aspiranti portaborse la prenderanno come verità assoluta e la sosterranno con tutte le loro forze… sempre pronti a passare verso una nuova menzogna quando sarà loro ordinato. E’ una nuova forma di politica e di democrazia: la bugiardocrazia.

366 Visite totali, 1 visite odierne