Chissenefrega! Siamo tutti Minzolini.

Mi sorprende la sorpresa e mi indigna l’indignazione di tutti quelli che appaiono di scomporsi ogni volta (e ormai accade regolarmente e frequentemente) che assistiamo alla prova di forza di chi ce l’ha. Anche perché chi non ce l’ha non ha nulla da provare.
E invece no! Chi non ce l’ha, dà prova della propria prepotenza in quello che può. Siamo circondati da persone che, se possono evitano di fare la fila; che sparano la suoneria del telefonino al massimo, fregandosene se può disturbare qualcuno; che parcheggiano in seconda fila, per assicurarsi che l’auto sia il più vicino possibile a dove debbono andare; che ti telefona nelle ore di riposo per proporti offerte farlocche; che se va di fretta passa con il rosso o taglia la strada senza alcun rispetto di regole e pericoli; che se se ha voglia di fumare lo fa senza preoccuparsi che possa danneggiare o infastidire gli altri; che se concorre a qualcosa cerca una raccomandazione che lo metta al sicuro; che ti vende un prodotto o un pacchetto con lo scopo di fregarti, perché questa è l’economia.
Potremmo continuare all’infinito. Certamente ci sono numerose, anzi numerosissime eccezioni. Ma proprio perché sono eccezioni, non fanno una “regola” e soprattutto “non fanno sistema”.
Il sistema è organizzato per produrre dieci, cento, mille Minzolini. Così come altrettanti giudici come quello che lo hanno condannato, essendo ritornato a fare il magistrato, ma continuando a fare politica. E altrettanti Ichino e Mangoni che battono il Paese promuovendo i valori di democrazia, lavoro ed eguaglianza, ma, avendone l’occasione, amministrano il privilegio riservato solo a loro: quello di rimandare al mittente le sentenze già emanate, appellate e passate al vaglio della Cassazione.
Questa vicenda passerà e già adesso si avverte la diminuzione di quelli che si scandalizzano. C’è chi invoca democrazia e spera nel cambiamento, c’è chi si augura di non dovere avere mai bisogno della giustizia e c’è pure chi, con maggiore accortezza, cerca protezioni, affiliazioni o appartenenze che gli assicurino i giusti interlocutori quando sarà necessario…. ed è convinto di stare nel giusto o di fare politica, perché utilizza le istituzioni, le leggi, le cariche, le elezioni e persino le risorse pubbliche.

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