Salviamo l’anticorruzione

di | febbraio 7, 2017

Il fenomeno corruttivo c’è ed é ampiamente diffuso e gravemente radicato. Ne abbiamo le prove nella cronaca dei giornali e nella vita quotidiana. É uno stile di relazione così diffuso che sembra persino difficile da riconoscere perché “normalizzato”. Ed é per questa ragione che si rende necessario intervenire in modo serio ed efficace per contrapporsi a ciò che rappresenta un “fenomeno culturale”. Per questa ragione molti di noi hanno salutato con interesse e persino con sentimenti di speranza la nascita dell’ANAC, ritenendola una scelta finalizzata a esprimere una controtendenza per favorire la promozione e il sostegno verso quella “parte sana del Paese” che esiste ed é molto più diffusa e numerosa di quanto si creda. Ma (riconosciamolo con lealtà e sincerità) la delusione é arrivata subito.
La legge “Anticorruzione” (un solo articolo con 80 commi senza alcun filo logico comune) si rivela confusa, contraddittoria e scritta senza “passione”, né tecnica legislativa (p.es. appaiono obblighi per le “amministrazioni centrali” che però si intendono per tutte le amministrazioni). E ancor sopravvivono parti che si intendono “tacitamente superate” (una forma di anticorruzione che esordisce in contrasto con le norme di legge). Nasce da qui il primo PNA che si rivela come un esercizio accademico (di quelli che si assegnano agli studenti per ricavarne tesi e pubblicazioni), ricco di prescrizioni cervellotiche, tabelle e algoritmi, senza alcuna reale attenzione alla corruzione e alla prevenzione. Chi sperava in un intervento risolutivo contro il dilagare della corruzione rimane deluso o incredulo: in un Paese a elevato rischio di corruzione, tutto l’impianto si riduce nella “assegnazione di compiti scritti” (come si fa con gli studenti dei primi anni nelle università). E l’ambito di intervento dell’ANAC si limita (come con gli studenti) nella verifica che gli elaborati siano ben fatti, per ampiezza e profondità e (come si fa in sede di esame) che nessuno abbia copiato. Ci aspettavamo un’autorità alleata di chi, nelle pubbliche amministrazioni, lotta per il rispetto della legalità, abbiamo invece assistito a un “collegio accademico” che si limita a mettere il voto agli elaborati (i PTPC) mentre sforna “orientamenti” in contrasto con le norme di legge, regolamenti senza alcun fondamento normativo, linee guida che contengono frasi del tipo “sembra opportuno suggerire”… come se lo scopo dell’Autoritá non sia il contrasto alla corruzione, ma la produzione di studi buoni solo per convegni tra simili. E spuntano persino le prime sanzioni… non nei confronti di corrotti, ma verso i “responsabili della prevenzione”, (fuoco amico?) cioé contro quelli che, spesso in solitudine e in contesti ostili, combattono la corruzione. Nel frattempo la corruzione dilaga, si rafforza e impara che non ha nulla da temere da questa nuova istituzione. E nel Paese s”i manifestano dappertutto casi di abuso di ufficio, corruzione, concussione, appalti deviati e… chi sperava nell’intervento dell’Autorità rimane deluso o persino disperato: l’autorità, al massimo del suo sforzo produce studi ed elaborati senza mai intervenire seriamente (a parte alcuni casi di intervento “politico” su qualche giunta, per ragioni comuni anche ad altre amministrazioni, ma che altrove vengono ignorate). Si apprende persino di indagini per corruzione a carico del “sistema di appalto centralizzato”, studiato proprio per combattere la corruzione, di gravi scorrettezze amministrative in occasione di Expo, di gravi fenomeni corruttivi nelle istituzioni… nel silenzio totale di ANAC che invece… in risposta a tutto ciò produce un nuovo studio ricco di formule e algoritmi “credits” e bibliografie.
C’é stato persino un grave sisma che avrebbe fornito una buona occasione per manifestare la coesione del Paese, assistiti da una istituzione che avrebbe garantito la correttezza amministrativa. Ma tutto si é ridotto nella stratificazione di norme, circolari, linee guida, orientamenti, deliberazioni, obblighi, adempimenti…. lasciando le persone di quelle zone martoriate in attesa permanente di una ricostruzione “per rispetto verso le prescrizioni” che dovranno salvaguardarci dal rischio corruttivo.
Tutto questo é così grave (oltre che illogico) che é diventato il più grande spot a sostegno della trasgressione amministrativa: la gente identifica l’anticorruzione con la complicazione burocratica lontana dai problemi e disinteressata rispetto al dilagare del crimine… e sorge persino chi invoca la rivoluzione contro le regole… e la corruzione ringrazia!
Salviamo l’anticorruzione, ma quella seria. Quella che si occupa dei fenomeni che ci sono, non dei compitini da assegnare; quella che sa creare coesione tra i responsabili della prevenzione, facendoli sentire come una “rete”, non come studenti da interrogare; quella che sa coinvolgere le amministrazioni per creare la cultura che manca, non quella dell’adempimento, ma quella del “perseguimento dell’interesse pubblico”; quella che si accorge che la corruzione si combatte solo se la repressione funziona e magari si chiede qual è il rapporto tra denunce per corruzione e processi realmente avviati o tra processi avviati e processi conclusi (questi sì che sarebbero indicatori utili per conoscere il fenomeno).
Perché non ha alcun senso accanirsi (fintamente) sulla prevenzione se i corrotti, una volta identificati, rimangono assolti. E non serve nemmeno promuovere nuovi whistlebower per aggiungere nuove denunce a quelle che già ci sono, se poi rimangono inevase e generano frustrazione in chi, magari dopo un tormento interiore, si è determinato a farle, confidando che servisse a qualcosa.
Le cose stanno così, ma non facciamo la guerra all’anticorruzione, perché faremo il gioco dei corrotti. Impegniamoci, invece, a pretendere un’Autorità vera, meno accademica e più concreta.
Salviamo l’Antocorruzione da chi la vuole abolire perché appesantisce l’attività amministrativa… ma anche da quelli che l’hanno trasformata in un circolo di persone appesantite dagli studi e dai convegni, senza alcuna attenzione per il reale.
… se serve un aiuto…

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